Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni


Progetti, domande e idee sparse sull'autocostruzione delle elettroniche

sostenitore

Messaggi: 4881

Iscritto il: 03 nov 2005, 06:47

Località: Italy

Messaggio 25 giu 2010, 14:29

Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Ciao a tutti,
che ne dite di mettere in un 3rd le precauzioni che usate nel lavorare con apparati valvolari :wink:

Unix che ne dici di postare qua la piccola guida che avevi scritto in un altro 3rd.

Un ottima base di partenza:
http://www.diyaudio.com/forums/tubes-valves/30172-safety-practices-general-ultra-high-voltage.html
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 10938

Iscritto il: 28 ott 2005, 00:34

Località: PG+AQ (Italy)

Messaggio 25 giu 2010, 23:44

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Eccola qui, appena riadattata (chiamarla "guida" però mi sembra un po' esagerato. :oops: ).
---

Se si devono "mettere le mani" su un circuito in tensione (ovviamente in senso figurato: fare misure, tarature, ecc...), è necessario prestare sempre la massima attenzione e seguire alcune regole fondamentali.

Per prima cosa bisogna assicurarsi di essere ben isolati dalla terra e da qualsiasi altro elemento (anche solo debolmente) conduttore.

È bene indossare scarpe di gomma (ma attenzione a quelle "antistatiche" che sono in qualche misura conduttive) e - specie se le tensioni in gioco sono alte - isolare adeguatamente anche il pavimento su cui si poggia.

Ciò che uccide è la corrente che attraversa il corpo, non la tensione di per sé.

Il corpo umano è un conduttore con una resistività relativamente elevata; le tensioni elevate sono pericolose perché (contrariamente a quelle molto basse) provocano correnti capaci di produrre effetti letali.

In linea di principio, se si è completamente e perfettamente isolati da qualsiasi altra cosa, anche toccando un conduttore ad alta tensione non si avrebbero conseguenze: l'intero corpo assumerebbe il potenziale del conduttore che si sta toccando senza che ci sia passaggio di corrente (e quindi conseguenza alcuna). È il motivo per cui gli uccelli possono posarsi tranquillamente sulle linee ad alta tensione senza restare fulminati.

Spero però sia superfluo aggiungere che, anche se si ritiene di essere ben isolati, non è assolutamente il caso di verificarlo andando a toccare direttamente elementi sotto tensione... :!:

Quando si opera è bene usare sempre una sola mano - preferibilmente la destra - e tenere l'altra lontana sia dal circuito che da qualsiasi altro elemento conduttore (quale può essere e.g. il telaio dell'apparecchio, una struttura metallica, una parete, ecc). Idealmente, l'altra mano andrebbe tenuta libera dietro la schiena.

In questo modo si riduce il rischio che una eventuale "scossa" (corrente elettrica) attraversi il cuore, cosa che avrebbe conseguenze fatali immediate (morte per arresto cardiaco).

Se si deve andare a toccare qualcosa (che pure non dovrebbe essere in tensione, ma non si sa mai) è bene avere l'accortezza di farlo sempre e solo con il dorso (di un dito) della mano. Avendo cura di assicurarsi che una eventuale violenta contrazione dei muscoli del dito, della mano e/o del braccio li facciano allontanare senza ostacoli dal circuito in tensione.

Poiché le scosse elettriche provocano appunto la contrazione dei muscoli, così facendo una eventuale scossa provoca automaticamente il distacco dall'elemento in tensione, interrompendo il passaggio di corrente.

Al contrario, se si afferra qualcosa con il palmo della mano, si corre il rischio di "restarci attaccati" perché la contrazione involontaria dovuta al passaggio della corrente fa serrare i muscoli impedendo di lasciare la presa.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»

sostenitore

Messaggi: 4881

Iscritto il: 03 nov 2005, 06:47

Località: Italy

Messaggio 26 giu 2010, 11:23

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Bene Unix :wink:

In genere tengo un multimetro (va benissimo anche uno da 5€) sempe collegato all' anodica dell' apparecchio su cui lavoro.

Meglio che i fili di collegamento siano saldati dentro al multimetro e sull' anodica... se evita che i puntali si sfilino e coccodrilli si stacchino
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 06 lug 2010, 21:44

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

bhe io ho i puntali col rampino a molla che rinetra nella plastica.

new member

Messaggi: 3

Iscritto il: 18 lug 2010, 19:03

Messaggio 20 lug 2010, 19:38

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Ciao a tutti, questo è il mio primo messaggio in questo forum.
Ho iniziato a lavorare con le valvole negli anni 70 e dopo un lungo periodo di....quiescenza :sad: ora ho ricominciato a trappolare con le care e vecchie bottiglie di vetro e ho gia visto che in questo forum ci sono notizie preziose da parte di tutti.
Volevo solo aggiungere una cosa al post riguardo alla sicurezza con le AT, il mio vecchio maestro non si stancava mai di ripetere.....tieni sempre una mano in tasca :rofl: e così camperai a lungo. Consiglio che non ho mai dimenticato.
Ciao a tutti e a presto
massimo

sostenitore

Messaggi: 4881

Iscritto il: 03 nov 2005, 06:47

Località: Italy

Messaggio 21 lug 2010, 08:34

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

GizMo ha scritto:bhe io ho i puntali col rampino a molla che rinetra nella plastica.


Spesso vengo interrotto da telefonate e altro... in genere mi ricordo di staccare tensione... per scelta personale sicurezza preferisco la soluzione di un tester sulla HT con i fili saldati :wink:
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 21 lug 2010, 11:32

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

mrttg ha scritto:
GizMo ha scritto:bhe io ho i puntali col rampino a molla che rinetra nella plastica.


Spesso vengo interrotto da telefonate e altro... in genere mi ricordo di staccare tensione... per scelta personale sicurezza preferisco la soluzione di un tester sulla HT con i fili saldati :wink:


La stagnola in testa cosi' gli alieni non ti leggono il pensiero no? :rofl: dai mi sembra eccessivo e anche rompi dover saldare e dissaldare un filo in continuazione, poi tanto potrebbe sempre sfilarsi la banana dalla parte del tester... direi che i puntali a molla col rampino siano piu' che sufficenti.
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 10938

Iscritto il: 28 ott 2005, 00:34

Località: PG+AQ (Italy)

Messaggio 21 lug 2010, 14:38

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

le "banane" dalla parte dello strumento devono essere del tipo isolato! Se anche le sfili, il contatto rimane protetto.
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»

sostenitore

Messaggi: 4881

Iscritto il: 03 nov 2005, 06:47

Località: Italy

Messaggio 22 lug 2010, 09:06

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Io uso un tester con i fili saldati dentro al tester... è adibito solo alla misura di tensioni... un interessante pagina sull uso del multimetro di Tubelab:
http://www.tubelab.com/AssemblyManualSimpleSE/MeterUse_SSE.htm
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 23 lug 2010, 02:25

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

mrttg ha scritto:Io uso un tester con i fili saldati dentro al tester... è adibito solo alla misura di tensioni... un interessante pagina sull uso del multimetro di Tubelab:
http://www.tubelab.com/AssemblyManualSimpleSE/MeterUse_SSE.htm


Immagine

E sono loro, chi mi prende in giro nei 3d diversi sulla battuta della stagnola mi spieghi cos'hanno di insicuro.

sostenitore

Messaggi: 4881

Iscritto il: 03 nov 2005, 06:47

Località: Italy

Messaggio 26 lug 2010, 08:58

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

mi spieghi cos'hanno di insicuro.


Mai detto nulla di simile semplicemente parlavo delle mie esigenze personali :?

A volte sul banco di lavoro ho 2/3 apparecchi valvolari in fase di testing e basta urtare "distrattamente" una clips :?
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 07 set 2010, 20:02

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

mrttg ha scritto:A volte sul banco di lavoro ho 2/3 apparecchi valvolari in fase di testing e basta urtare "distrattamente" una clips :?


Urti la clips ma questa come si stacca ritrae il rampino dentro la plastica quindi non succede niente
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 3189

Iscritto il: 27 dic 2009, 13:55

Località: Italia

Messaggio 06 ott 2010, 22:35

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Una pratica di sicurezza che io trovo sempre valida e necessaria è quella di ...non essere mai troppo sicuri di se stessi...quando si ha a che fare con 20kv si impara ad avere timore ed il timore ti mantiene alta la guardia!
Max
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 27 giu 2011, 03:00

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

si va bhe ma 20kV ti fanno archi enormi e ti bucano anche dielettrici di un certo tipo... 300 volt non ti forano l'isolante dei puntali del tester !
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 10938

Iscritto il: 28 ott 2005, 00:34

Località: PG+AQ (Italy)

Messaggio 27 giu 2011, 12:23

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Infatti 300Vdc sono una tensione ancora (relativamente) "tranquilla" (che non va comunque sottovalutata in quanto già potenzialmente letale, ma che è ancora relativamente facile da gestire).

Qui però c'è anche chi lavora con tensioni molto più alte. Ad es. per chi usa tubi da trasmissione (come le classiche 211 ed 845, oppure le russe GM70) anodiche oltre il KV sono la norma. E stiamo parlando di tubi di uso relativamente diffuso. C'è anche chi ha utilizzato tubi meno comuni che richiedono anodiche ancora più alte...
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 10938

Iscritto il: 28 ott 2005, 00:34

Località: PG+AQ (Italy)

Messaggio 27 giu 2011, 13:27

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Stavo notando che mi ero dimenticato di dire una cosa importante: la corrente alternata (AC) è sensibilmente più pericolosa di quella continua! (DC).

Per almeno tre motivi.

1) a parità di tensione "nominale" (efficace), la AC raggiunge tensioni di picco sensibilmente più alte (1.41 volte maggiori per la comune AC sinusoidale). Ed è proprio la tensione max, cioè quella di picco, che va presa in considerazione sia per quanto riguarda la tenuta dei dielettrici che per gli effetti biologici.

Quindi, ad esempio, la comune tensione di rete 230Vac da questo punto di vista va considerata simile ad una di 325Vdc (e viceversa).

2) per motivi fisiologici, a parità di tensione/corrente la AC ha maggiori probabilità di provocare effetti letali.

3) come detto, la corrente elettrica provoca la contrazione dei muscoli che attraversa. Nel caso della DC, si ha una forte contrazione iniziale ma, se la corrente persiste, dopo un po' la pompa ionica "si scarica" ed i muscoli tornano a rilassarsi. Viceversa, nel caso della AC si hanno continue contrazioni e rilassamenti senza mai scaricare la pompa ionica (che si "ricarica" ad ogni inversione di polarità).

Per questo motivo, un soggetto che sia rimasto "attaccato" ad un elemento in tensione nel caso della DC dopo breve tempo allenta automaticamente la presa e può esserne allontanato (con le dovute precauzioni!) anche qualora non sia stato possibile staccare immediatamente la tensione (o può farlo autonomamente nel caso sia rimasto cosciente).

Viceversa, nel caso della AC il soggetto continua a serrare la presa senza che abbia la possibilità di staccarsene o sia possibile staccarlo fino a quando non si riesce a togliere tensione, aumentando i tempi di esposizione e quindi i rischi di danni permanenti (e di morte).
Ciao, Paolo.

«Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 1806

Iscritto il: 16 feb 2009, 22:06

Località: Italy

Messaggio 27 giu 2011, 14:07

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

le 211 e compagnia le usi a 1200 volt circa, non so quale tensioni si possano usare con altre valvole anche 2000 non mi renderebbero tranquillo, ma cmq dubito ci siano amplificatori a valvole che lavorano con 20kV di anodica :D a parte questo per aumentare la sicurezza del tavolo dove si lavora si possono mettere tutte le prese sotto trasformatore di isolamento, io non l'ho ancora messo e dire che lavoro con robe abbastanza pericolose come le radio 50~60 che hanno tutte autotrasformatori e il telaio palesemente collegato a un capo della spina, praticamente non le puoi maneggiare in nessun modo senza trovarti anche tu sotto tensione, ormai mi sono rodato con le mie tecniche di soppravivvenza, prima tra cui star seduto con i piedi sollevati da terra e appoggiati al poggia piedi della sedia.
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 3189

Iscritto il: 27 dic 2009, 13:55

Località: Italia

Messaggio 28 giu 2011, 08:13

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Spostato qui dal thread: Tester di isolamento... qualche idea...

Mi preme sottolineare che per correnti alternate a 50hz la soglia di percezione,per una persona di media corporatura con peso di 70kg, va da circa 0.5mA a ca 7 mA: in questa zona di solito ci si può staccare dalla fonte senza problemi . Oltre i 7mA fino a circa 100mA l'effetto è quello di farci rimanere attaccati col rischio di una possibile folgorazione se il tempo della scarica supera un certo valore critico che può variare individualmente . La paralisi respiratoria può verificarsi per correnti superiori ai 10mA e da questo valore può partire la fibrillazione ventricolare. Oltre 1A può esserci la contrazione miocardica sostenuta oltre a danni da bruciature .
Inoltre l'influenza deleteria varia con la frequenza: da 10 a 100hz vi è la zona di massima sensibilità corporea. Oltre i 10khz l'influenza scende rapidamente fino a 100khz. E' molto importante il percorso della corrente attraverso il corpo umano,se la zona interessata è quella cardiaca aumenta la probabilità di fibrillazione. Anche le correnti continue sono da non trascurare ma sono meno dannose di quelle alternate a frequenza industriale.
Ultima modifica di UnixMan il 28 giu 2011, 16:09, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: spostato da altro thread.
Max
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 3189

Iscritto il: 27 dic 2009, 13:55

Località: Italia

Messaggio 01 lug 2011, 12:26

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

Dato che si è iniziato il discorso sulla sicurezza elettrica penso sia doveroso aggiungere altri dati.
1) Effetti fisiologici della corrente elettrica: Riscaldamento(effetto Joule); Bruciature elettrochimiche;Stimolazione elettrica dei tessuti eccitabili e contraibili.
2)Si è già fatto un accenno alle soglie ed a i suoi effetti ma è bene precisare che vi sono parametri che influenzano la resistenza elettrica del corpo umano e sono:
Frequenza ;Percorso (punto di ingresso e d'uscita della corrente stessa);Durata del contatto;Resistenza elettrica della cute;stato di salute del soggetto;Sesso e corporatura del soggetto.
3)Soglia di percezione:corrente minima per ambo i sessi: 0.5mA( sesso femminile);valore medio= 1.0mA ; 2mA (sesso maschile)
4)Massima corrente di rilascio dalla presa(assenza di tetanizzazione):sesso femminile 6mA (c.minima)-16mA (c.massima).
sesso maschile 8mA (c.minima)- 25mA (c.massima).
Si è anche fatto un accenno alla influenza della frequenza: massima sensibilità tra 10hz e 100hz,per frequenze da 10khz a 100khz il valore della corrente di rilascio
aumenta rapidamente,a ca 1Mhz non si ha più shock elettrico e la corrente provoca solo ustioni (vedasi utilizzo per scopi medicali come elettrobisturi RF per taglio e coagulo ed altre applicazioni medicali e terapeutiche).
5)Influenza del percorso: i punti di ingresso ed uscita influiscono sulla probabilità di attraversamento del muscolo cardiaco con rischi di fibrillazione. I percorsi che offrono maggiore resistenza sono quelli mano-mano e mano-piede. E' importante sottolineare che il percorso mano destra-torace è quello con minor resistenza elettrica.
6) La resistenza del corpo(misurata in ohm/cm2) è concentrata innanzitutto sulla pelle e varia direttamente con le condizioni della stessa.La resistenza della cute secca presenta valori compresi tra 20Kom-30kohm /cm2,per una mano callosa e ispessita o per la pianta del piede può essere anche di 2-3 Mohm/cm2.
La stessa R con la cute umida e sottile corrisponde a ca 500ohm/cm2. Se la pelle poi presenta abrasioni o lacerazioni , tale resistenza può assumere valori di 200-300ohm/cm2. Dicasi lo stesso per le mucose umide come ad es la bocca.
Max
Avatar utente

sostenitore

Messaggi: 3189

Iscritto il: 27 dic 2009, 13:55

Località: Italia

Messaggio 13 lug 2011, 18:35

Re: Pratiche di sicurezza con alte e altissime tensioni

GizMo ha scritto:le 211 e compagnia le usi a 1200 volt circa, non so quale tensioni si possano usare con altre valvole anche 2000 non mi renderebbero tranquillo, ma cmq dubito ci siano amplificatori a valvole che lavorano con 20kV di anodica :D

...amplificatori a valvole No... ma un tubo radiogeno Si! anche ben oltre( 70kv).
Max
Prossimo

Torna a Audiocostruzione Elettroniche

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron
© 2005-2016 www.audiofaidate.org
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group.
Designed by ST Software for PTF.
Traduzione Italiana phpBB.it